Gruppo Mediaset: Trasformazione del procurement con Source to Pay

Luca Poloni è Direttore Approvvigionamenti del Gruppo Mediaset. Da due anni si occupa di coordinare i processi di acquisto per tutte le aziende e filiali del gruppo. Il Gruppo Mediaset è un’azienda attiva nell’ambito dei media con sede in Italia oltre che la più grande emittente commerciale del Paese.

L’implementazione di uno strumento innovativo, come quello scelto, può favorire il cambiamento.

Luca Poloni, CPO del Gruppo Mediaset

Cosa ha spinto Mediaset a implementare una soluzione di eProcurement?

Sono in Mediaset da circa 18 mesi. Sono stato chiamato per supportare un processo di modernizzazione e di trasformazione dell’area degliù acquisti di Mediaset, favorendo una transizione da una direzione di acquisto tradizionale a una direzione di procurement. Una trasformazione che è partita, come dicevamo, a settembre del 2015 e che aveva al suo centro, come fattore abilitante e fondamentale, il poterci dotare di uno strumento gestionale innovativo che potesse abilitare quelli che erano i filoni di quello che era il nostro progetto di cambiamento all’interno nostra azienda.

Quali sono le principali sfide che un’azienda come Mediaset si ritrova ad affrontare nei processi di acquisto?

Le sfide che ci siamo trovati a mettere nel mirino 18 mesi fa quando abbiamo iniziato il nostro percorso erano molteplici. Erano sfide che partivano anche dalla volontà dell’azienda di rafforzare i comportamenti e la compliance all’interno del mondo degli acquisti, del procurement.

C’era una sfida organizzativa che era sia di accentramento delle varie responsabilità e quindi delle varie rigoli di spesa all’interno delle aziende del gruppo. Ma anche organizzativa dal punto di vista della professionalizzazione della direzione, quindi trasformarla da un’area di servizio ai clienti interni alle aree di domanda, ad una realtà che si potesse rendere più proattiva nell’individuazione della ricerca delle opportunità di efficientamento in area procurement.

Cosa voglio dire: dotarsi di uno strumento gestionale innovativo come quello che noi abbiamo selezionato premette di alimentare il cambiamento. C’è la necessità di ridisegnare i processi. C’è la necessità di dotarsi di nuove modalità di lavoro. E dall’altra parte c’è la possibilità di acquisire trasparenza sulle informazioni in grado di generare quel circolo virtuoso che può stimolare poi il miglioramento continuo.

Quali sono i benefici attesi dalla digitalizzazione dei vostri processi di acquisto?

I principali benefici che noi ci aspettiamo sono, come ho detto, in realtà supportare una diversa modalità di lavoro, perché proprio l’implementazione di questo nuovo sistema ci ha fatto ripensare a come lavoravamo e a come avremmo voluto lavorare. Sicuramente c’è un tema di sviluppo e rafforzamento della produttività.

Un altro beneficio che ci aspettiamo è quello di avere una maggiore comprensione delle nostre categorie di spesa, quindi una maggiore trasparenza su quelli che sono i fenomeni sottostanti la nostra attività di acquisto.

In ultimo, mi piacerebbe anche sottolineare la capacità di misurare i comportamenti e quindi aver sostanzialmente la capacità di tracciare in ogni singola fase un processo di acquisto, ma anche la misurazione della nostra performance e quindi essere in grado sostanzialmente di oggettivizzare quella che è la creazione di valore che porta il procurement all’interno dell’azienda.

Quale tipo di consigli darebbe a un’azienda disposta a implementare una soluzione di eProcurement?

Sicuramente, in primis quello di mettere ordine. Cogliere l’occasione per standardizzare i processi, per disegnarli in logica moderna ed efficace, quindi tagliare un po’ di quella che è la burocrazia che sistematicamente viene stratificata nel tempo in questo tipo di processi o in questo tipo di direzione.

Pensa che la digitalizzazione del Dipartimento Acquisti sia oggi un fattore chiave per il successo della performance aziendale? Perché?

Sì, ritengo di sì, perché la complessità del mondo e del business cresce e la necessità di avere strumenti che aiutino nella gestione e nella comprensione della complessità diventa sempre più fondamentale.

Io oggi non potrei immaginare di poter avere la comprensione profonda e la trasparenza sia nei processi sia nei fattori economici del procurement senza uno strumento in grado di alimentare la data intelligence, come siamo in grado di fare oggi.